TRATTAMENTO DELLE MURATURE UMIDE

Nella maggior parte dei casi, il prosciugamento delle murature umide può essere realizzato attraverso l’applicazione di un intonaco  con  struttura cellulare costituito  da materiale sottile formante micro  e macropori tra di loro  collegati, che determina un notevole aumento della superficie esposta al contatto  con l’aria, quindi  alla ventilazione, con il conseguante aumento della velocità di evaporazione e della forza di aspirazione capillare. Attraverso le risultanze di una   serie di risultati applicativi a partire dal  1980, vengono evidenziati i pregi ed i limiti del trattamento.

 

INTRODUZIONE

L’umidità eccessiva di una muratura, oltre ad essere un fattore negativo sotto i molteplici aspetti ben noti, è anche la causa primaria del suo deterioramento. Questo inconveniente riguarda specialmente le antiche costruzioni, per lo più di notevole interesse storico e artistico.
 A tal  proposito  esiste abbondante bibliografia  che individua e descrive  fenomeni di deterioramento individuando  le principali cause che la determinano.

L’umidità presente in una muratura, comunque strutturata, è determinata dalla condizione igrometrica dinamica che si instaura tra essa e l’ambiente circostante. Questa condizione non sempre è di regime, cioè con equivalenza tra velocità di umidificazione e velocità di prosciugamento, anche perché le condizioni ambientali possono variare rapidamente e nel tempo, come pure può variare la natura chimico-fisica dei materiali costituenti, ad esempio a causa dell’inglobamento e/o della formazione di sali igroscopici. A seconda della prevalenza di una velocità sull’altra, una muratura si umidificherà sempre più nel tempo, oppure si prosciugherà. La differenza cinetica può essere molto piccola, e pertanto i tempi richiesti per arrivare alla condizione di regime possono essere notevoli, anche molti anni.


Generalmente, il contenuto di umidità di una muratura è distribuito lungo le 3 dimensioni geometriche in funzione del rallentamento cinetico del processo più veloce, causato dal progressivo aumento delle resistenze ai fenomeni di trasporto, fino a bilanciare la velocità dell’altro processo. La presenza di cammini preferenziali, la eterogeneità dei materiali costituenti e, per un medesimo materiale (ad esempio mattoni), la inevitabile disomogeneità porosimetrica, fanno sì che la mappa igrometrica di una muratura lungo le 3 dimensioni possa avere andamenti irregolari, senza quella progressione continua attesa che solo grossolanamente può essere individuata.
In linea generale, una condizione igrometrica dinamica dipende dai fattori fisici e chimico-fisici sia della muratura che dell’ambiente ed è regolata dalla dinamica di due fenomeni di trasporto: il trasporto interno, dalla superficie esposta della muratura verso l’interno di essa o viceversa, e il trasporto esterno, dalla superficie esposta verso l’ambiente o viceversa.
Per superficie esposta si deve intendere non solo la superficie geometrica esterna, ma anche le pareti interne di quel piccolo strato poroso superficiale che può venire facilmente a contatto con l’ambiente, in particolare con l’aria atmosferica.
E’ ovvio che il prosciugamento di una muratura bagnata si potrà avere solo se la velocità di umidificazione non supera la velocità di prosciugamento.


Di norma, il principale richiamo per il trasporto esterno viene esercitato dall’aria atmosferica, quando la sua umidità relativa è inferiore al valore della tensione di vapore dell’acqua alla temperatura ambiente. Questo richiamo sarà tanto maggiore quanto minore è tale valore di umidità relativa, mentre una circolazione sulla superficie esposta impedirà che si instauri una saturazione locale stratificata.
La condizione igrometrica dinamica più favorevole si ha quando i fenomeni reversibili di trasporto esterno riguardano il sistema isolato muratura-aria atmosferica. In questo caso, e sotto le condizioni  ambientali più favorevoli, il contenuto di umidità può scendere anche a valori inferiori all’1% in peso, sebbene una muratura possa essere considerata asciutta fino a valori del 3-4% in peso.

 

 

TRATTAMENTO  “ RISANAMUR “

Le considerazioni esposte in precedenza portano alla conclusione che l’eccessiva umidità di una muratura, essendo la risultante di una condizione igrometrica dinamica (di equilibrio o meno), può essere modificata agendo secondo una o entrambe le due direttrici seguenti:

ridurre o annullare la penetrazione continua di umidità
aumentare notevolmente la velocità di evaporazione e, nei limiti determinati dal flusso capillare, il trasporto di massa interno di prosciugamento.

Il trattamento in oggetto, che ha la denominazione commerciale di trattamento RISANAMUR  sviluppato dalla società  Cialvigni srl  di Arona, permette di realizzare il secondo punto attraverso la costruzione, sulla superficie geometrica limitata di una muratura, di una grande superficie esposta all’aria atmosferica con il conseguente aumento della velocità di evaporazione dell’umidità contenuta.


Questo risultato viene raggiunto mediante la formazione di un intonaco cellulare macroporoso nel quale l’ossatura dei macropori intercomunicanti è costituita da materiale microporoso di piccolo spessore, per cui anche la sua superficie interna può diventare superficie esposta all’aria atmosferica. In questo modo, non solo viene eccezionalmente aumentata l’area superficiale di evaporazione, ma viene aumentata anche la frazione di pori superficiali più stretti, che sono quelli capaci di determinare la maggior forza di aspirazione capillare responsabile del trasporto di massa interno di prosciugamento.


Al fine di eliminare i cammini preferenziali (quindi evitare la formazione di macchie di umidità) e limitare o annullare il fenomeno dell’efflorescenza dei sali eventualmente presenti nella muratura sottostante, il trattamento comporta anche l’interposizione, tra muratura e intonaco poroso, di uno sprizzo microporoso relativamente idrorepellente senza interrompere però l’interconnessione capillare necessaria al trasporto di massa interno. Questo sprizzo è particolarmente utile all’esterno delle murature perimetrali esposte stagionalmente al contatto con acqua atmosferica condensata, perché riduce la reversibilità del trasporto di massa interno.


La tecnica edilizia di applicazione del trattamento RISANAMUR è di tipo tradizionale, quindi può essere facilmente accoppiata ad altre soluzioni che realizzano il primo punto indicato in precedenza, sebbene esso si sia dimostrato sufficientemente efficace da solo nella maggior parte dei casi.


La tecnica di preparazione dell’intonaco RISANAMUR è di tipo usuale, tranne che nell’impiego di un particolare porogeno che viene addizionato in betoniera come fase schiumata. Questo porogeno è capace di sviluppare la sua azione a lungo, anche dopo l’applicazione dell’intonaco sulla muratura e fino al suo indurimento.
La  procedura applicativa prevede  che la muratura da trattare debba  essere prima completamente disintonacata, eliminando eventuali macchie di muffa con il calore; indi si applica lo sprizzo a base silicea e con silicati; infine si applica l’intonaco macroporoso.
 La finitura a colore può essere fatta agevolmente utilizzando un prodotto idoneo, appositamente studiato, che mantiene la peculiare permeabilità all’aria ed al vapore acqueo dell’intonaco.

 

RISULTATI

Il trattamento deumidificante ad intonaco  RISANAMUR applicato da oltre 25 anni  ha dato  risultati positivi , ancora oggi  riscontrabili  nella maggior parte dei  casi , con una percentuale di  successo  prossima al 99,5%.

 



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